domenica 9 ottobre 2011

Non è mai tardi

Non voglio credere che il mondo sia governato da leggi supreme che hanno stabilito dei tempi e dei luoghi entro i quali possiamo fare qualcosa che ci rende felici. Che poi esistono lo stesso, cioè, se avessi aspettato altri 20 anni probabilmente sarebbe stato tardi. Però non estremizziamo, che già ho rischiato di perdere quest'occasione. Ed ora che l'ho colta, prenderò sottobraccio io e me stesso, e così triplicato mi ci butterò dentro perchè tutto vada per il meglio.

Tutto cominciò quando un giorno ci rendemmo conto che eravamo importanti l'uno per l'altra. E vorrei che chi legge si fermasse e ripetesse a voce alta: "Importanti l'uno per l'altra". Non simbiotici, che come parola fa pure schifo, ma importanti come i cucchiai in un ristorante che serve solo consommè. Bel paragone, bravo. Grazie. Andiamo avanti.

Capimmo poco a poco, ma in maniera sempre più consistente, che c'era un motivo se non potevamo mai tagliare i ponti. Non capivamo quale, ma era già qualcosa. Passava il tempo, volevamo farci delle promesse ma non avremmo potuto mantenerle per cause praticamente sempre indipendenti dalla nostra volontà, perciò ci limitavamo a farci forza per superare il tempo e la distanza, gli ostacoli più grandi. E pure i più stronzi.

Si litigò, non ci si rivolse la parola per qualche tempo, si pianse, si rise, si cucirono dei "magari" e dei "mi piacerebbe" con l'ago della speranza ed il filo della passione, ci si concentrò a fondo e ci si dimenticò per qualche ora. Ma mai, mai, MAI (mai), ci si mancò di rispetto.

Il lettore attento (quello che non è ancora svenuto, falcidiato dallo stile seghettato e delirante di questo post) avrà da obiettare che è molto facile quando passioni, carattere etc. sono simili. Gli darò il colpo di grazia dicendo che no, in questo caso non sono poi così simili. Ed allora dove voglio andare a parare? In porta? Risposta scontata, ed inesatta.

La cosa meravigliosa è che ancora non sapevamo come integrarci per bene, però intuivamo di poterlo fare. Ecco, questa è quasi magia, Johnny: sentire a distanza che le cose possono funzionare se ci si crede, e se ci si mette a disposizione. Ammetto di averci messo parecchio a ricevere chiaramente il segnale, sebbene a mia parziale discolpa ci siano state delle interferenze fastidiose. Ma se il post si intitola "Non è mai tardi" ci sarà anche uno straccio di motivo.

E con un salto quantico che neanche Kubrick dal paleolitico alle astronavi, mi sono ritrovato seduto sulla poltrona di un treno, con la mia bella musica a palla che a malapena riuscivo a sentire, coperta com'era da pensieri rumorosi come una cascata. Difatti, se dovessi scrivere qualcosa solo sul viaggio, la intitolerei "L'iPod sotto al Niagara". Anche se non ho un iPod.

Durante quelle ore di viaggio ho provato a ripercorrere pensieri, parole, opere ed omissioni (soprattutto quelle) del nostro passato. Mi sono trovato di fronte ad un mosaico dalla bellezza sconcertante, una di quelle bellezze che è difficile comprendere appieno, ma che andava completato mettendo i tasselli giusti al posto giusto. Un errore sarebbe significato rovinarlo, ed in quel momento ho pensato ai grandi artisti che hanno completato le loro opere basandosi soprattutto su calma, pazienza ed estrema attenzione ad ogni singolo movimento.

Tutto questo ovviamente finchè non sono sceso dal treno e non l'ho vista. Come spesso nella vita capita quando si abbandonano le insicurezze, i tasselli hanno iniziato a prendere forma e posizione da soli, secondo dopo secondo. Durante quei momenti forse non lo realizzavo pienamente, ma di sicuro lo capivo: mi era bastato leggere nei suoi occhi, nella sua voce, nei suoi movimenti, per concludere che ero davvero pazzo di lei. Si trattava solo di darci il tempo di capire che era tutto vero.

Ed intanto ero lì che cercavo di intuire quello che lei pensava, un po' ansioso per la paura di non piacerle, ma allo stesso tempo ferocemente desideroso di dimostrarle che non è un bluff: sono davvero quello che lei spera che io sia, e man mano ho cercato di uscire dal mio maledetto guscio prima di far diventare il nostro incontro una frittata.

Certo che tutto è incredibilmente semplice quando i tuoi occhi si tuffano dentro altri due che hanno il colore dei campi in primavera e del cielo sereno dopo la pioggia. Ancor di più quando in quegli occhi leggi una voglia di amare indomita nonostante il passato, che aspetta solo chi possa prendersi cura di lei e ricambiare con altrettanta forza. Ed io forza ne possiedo, ben oltre le mie più rosee aspettative.

E' stato palese quando vedendo cadere da quegli occhi una lacrima, l'ho osservata scendere lungo la guancia ed ho sentito il mio corpo proteso in avanti, pronto a buttarsi per prenderla prima che arrivasse al suolo perchè le sue paure e le sue sofferenze non si diffondessero nella terra ma si spegnessero nelle mie mani.

Ma ciò che mi ha dato la vera certezza, la vera prova e controprova che tutto ciò che sentivo era stupendamente vero, è stata paradossalmente la sua assenza. Sono state quelle ore in cui non sono riuscito ad averla davanti agli occhi, in cui non potevo darle un bacio o farle una carezza, o camminare mano nella mano con lei. Una sensazione di vuoto dentro che neanche un digiuno di una settimana mi avrebbe dato, un ritorno ai primordi, come quando da bambino ti strappano la cosa alla quale sei più affezionato ed il tuo mondo ancora giovane crolla fragorosamente. Forse sono davvero tornato più giovane in quell'attimo in cui vedendola andare via il mio cuore batteva forte chiedendosi cosa sarebbe successo dopo, come succedeva ai tempi delle scuole dopo aver parlato con la ragazza del terzo banco che ti piaceva tanto.

E sono diventato più vecchio quando mi sono reso conto che in un secondo era passato tutto il nostro tempo a disposizione, ed anche correre accanto, io sul treno, lei sul marciapiede dei binari, non sarebbe servito ad allungare il nostro momento. Allo stesso modo però, non è bastato neanche a tenerci lontani. Non ci riuscirà, finchè ci renderemo conto che per vederci ancora non è mai tardi.

1 commento:

  1. ..leggevo ed avevo il cuore a mille.. molti si chiedono cosa sia l'amore.. che aspetto abbia, che effetto fa.. poi all'improvviso lo riconosci nel volta di una persona, che bumbum ti fa ribattere il cuore.. non che tu fossi morto eh! Insomma.. non è mai troppo tardi.. è vero.. ma aggiungo, mangialo questo tempo.. a grossi morsi.. non lasciare nel piatto nemmeno un secondo.. e vivi.. ti voglio bene Mik e vivila alla grande.

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