I sogni, si sa, stanno nel cassetto. Quello più in alto, di solito, dove tengo l'aspirina, i fazzoletti, il lettore mp3 e le altre cose che devo avere sempre a portata di mano. I sogni stanno lì, adagiati sul fondo, ordinati e lucenti come tasselli di un mosaico, solo che hanno la faccina kawaii disegnata sopra, un'aura di luce lieve che li circonda, e generalmente poca voglia di uscire da lì se non per pochi minuti.
E gli incubi dove stanno? Ovviamente nel cassetto subito sotto, quello dove tengo i caricabatterie per intenderci. Tutti sparsi, con un aspetto del tutto simile a Domo Kun, non stanno fermi neanche un secondo ed hanno una fastidiosa abitudine: quella di appendersi al cassetto dei sogni tutte le volte che lo apro, e sgusciare fuori a mia insaputa. Così, mentre cerco nel fondo del primo cassetto un sogno al quale voglio far prendere aria, qualcuno di questi critters famelici salta giù sul pavimento ed inizia a scappare in giro per casa. Per quanto potente sia la mia scopa elettrica, andarlo a stanare non è facile. E mi devo ritirare a letto sconfitto, ma proprio in quel momento l'incubo si insinua sotto il mio cuscino ed inizia a rumoreggiare nelle mie orecchie. Va a finire che dormo poco e mi sveglio male, mentre il sogno che avevo tirato fuori e poggiato con tanta cura sul tavolo delle cose da fare è tornato impaurito nel suo cassetto, per paura che gli incubi che ho lasciato incautamente scappare lo possano trovare e compiere atti di bullismo su di lui (Ornano docet).
Tra le soluzioni possibili che ho studiato finora per porre rimedio a questo fastidioso inconveniente, le uniche che non ho scartato sono:
- Gabbietta tipo Titti per portare a spasso i sogni;
- Concepimento (o si comprano?) di un sogno particolarmente grosso e incazzoso che faccia da guardia del corpo agli altri;
- Trappola per incubi, ricavata da una vecchia riproduzione giocattolo dell'apparecchiatura dei Ghostbusters unita ad una considerevole dose di aglio e collante per pavimenti.
Sono gradite opinioni al riguardo nonchè soluzioni alternative alle tre citate (che mi sembrano tutto sommato valide, eh).
Una sola certezza: non si comprano. Si concepiscono. E il parto, si sa, è lungo e doloroso Ma la gioia e liberazione che ne consegue è unica.
RispondiEliminaSmetti di nutrire gli incubi.
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